SOGNO

 

 

 

Ieri era il mio 37° compleanno. Esattamente tre anni fa avevo incontrato per la prima volta Francesca, invitandola a mangiare alla trattoria “Se… Poi… Quando…“, e poi facendola salire a casa mia dove era rimasta fino a notte fonda, raccontandoci reciprocamente per cominciare a conoscerci meglio. Tra noi non era accaduto nient’altro ma lei era stata praticamente il mio regalo!

Sono trascorsi ormai più di 8 mesi da quando mi ha lasciato e quella cena, insieme a molti altri episodi, costituisce solo un bel ricordo.

In serata l’Inter è uscita male dalla Coppa Italia e quando ho capito che non c’era più nulla da fare ho spento la televisione e sono andato a dormire. Ero stanco per una giornata dura e deluso per un risultato negativo; il sonno mi avrebbe giovato su entrambi i fronti.

Poche ore dopo essermi buttato sul letto, però, davanti a me si è materializzata la figura della mia ex fidanzata. Abbiamo iniziato a chiacchierare come se malintesi, discussioni, sofferenze e ripicche non fossero mai esistiti, riprendendo da uno qualsiasi dei nostri numerosi appuntamenti a orari improbabili. Mi ha parlato anche del suo attuale ragazzo, al momento lontano per motivi di studio / lavoro, e più la ascoltavo più ritrovavamo la stessa confidenza e la stessa intimità di sempre. Meglio una torta in tanti che una merda da solo, l’ho sempre detto!

Trovandomi davanti il suo corpo, improvvisamente mi è tornato in mente un aspetto che, non so come, fino a quel punto mi era sfuggito: “Scusa Giollyna, ma tu non mi avevi detto di essere incinta?

Qualche secondo di silenzio, rotto dall’intervento di sua mamma seduta a pochi metri da noi: “Ecco, lo sapevo che prima o poi i nodi sarebbero venuti al pettine…“. Probabilmente non sono state queste le esatte parole, ma di sicuro mi è bastato girare rapidamente lo sguardo tra madre e figlia per capirne il significato: la gravidanza era stata solo una bugia abilmente architettata, forse per liberarsi più facilmente di me. In quel momento non mi importava, nè quello nè qualunque altra cosa accaduta nel passato; contava solo aver riallacciato il rapporto.

Chissà perchè, però, ho deciso ugualmente di manifestare la mia sorpresa con un gesto forte: mi sono alzato dalla poltrona, mi sono diretto in stanza, ho aperto l’armadio e ho iniziato a preparare i bagagli. Come avrebbe reagito Francesca sapendo che il suo inganno mi aveva convinto a prendere il primo aereo per l’Italia? Già, perchè anche se non ve l’avevo detto questa scena si è svolta in Africa.

Purtroppo non ho avuto il tempo di scoprirlo, perchè ancora prima di avere riempito la valigia ho aperto gli occhi e mi sono ritrovato nuovamente avvolto dalle coperte, nello stesso letto dove mi ero addormentato quattro ore e mezza prima.

Il 17 aprile, terzo anniversario del nostro primo incontro. La Coppa Italia svanita, quando proprio una finale di questo trofeo, vista all’Olimpico di Roma insieme a Francesca poco meno di due anni fa, rappresenta tutt’ora la ciliegina sulla torta del fine settimana più bello della mia vita. Sarà stato solo un caso che questo sogno lo abbia fatto proprio la notte scorsa? Mah, chi lo sa, di sicuro con tutti gli sforzi che sto facendo per dimenticarla, questa proprio non ci voleva!

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