ILLUSO, TRADITO, LASCIATO

Lo so da 3 mesi, giorno più giorno meno, ma solo ora trovo il tempo e la voglia per questo sfogo inutile, destinato a restare tra me e quel migliaio di occasionali visitatori sconosciuti che càpitano per caso sulla mia pagina da ogni parte del mondo attraverso chissà quali meccanismi, molti dei quali facilmente non parlano nemmeno italiano.

Francesca, la ragazza che per 2 anni e mezzo mi ha accompagnato in un ambiguo quanto bellissimo rapporto vissuto costantemente tra l’Europa dove io vivo e l’Africa dove lei lavora, ha deciso che non sono l’uomo giusto per lei. Le è bastato un fine settimana per capirlo, appena 17 giorni dopo avermi guardato dritto negli occhi promettendomi che avremmo passato le sue ferie insieme, per metterci nuovamente alla prova e compiere un altro passo verso il nostro futuro. E io, ingenuo, ci avevo creduto ed ero salito sull’aereo col cuore leggero di chi sa di aver compiuto la sua missione e di non avere più niente da temere. I “mi manchi“, “ti voglio tanto bene“, “grazie di esserci“, scandivano le mie giornate mentre organizzavo il viaggio alle Seychelles in dolce compagnia della mia bella. Che non faremo mai.

Tornerà in Italia tra 19 giorni e si fermerà due settimane, durante le quali non so quanto tempo vorrà dedicarmi, presa come sarà a raccontare a tutti del suo nuovo fidanzato tanzaniano e della vita spensierata nell’emisfero australe, laddove si aspettava che io la raggiungessi stravolgendo completamente la mia vita. Avrei anche potuto farlo, forse, se solo me lo avesse chiesto chiaramente quando ancora provava per me un sentimento diverso dall’indifferenza. Invece no, ha preferito tenersi tutto dentro, piangendo in silenzio e dicendomi la verità solo a giochi fatti. Sono stato messo davanti al fatto compiuto senza avere la possibilità di difendermi, oltretutto dovendo strappare informazioni e ammissioni con le pinze una dopo l’altra. Ciononostante la amo ancora, e continuerò a farlo chissà per quanto altro tempo, pensando e ricordando a come siamo stati bene insieme prima che i suoi neuroni andassero improvvisamente in tilt.

Recentemente, raccontando la mia storia durante una cena in famiglia, mi sono sentito dire che la libertà totale che le ho concesso di accettare il lavoro in Africa e di trascorrere il pomeriggio di Pasqua con un ragazzo del luogo anzichè starsene a casa a fissare il soffitto, non è stata come nelle mie intenzioni una dimostrazione di fiducia bensì “una fesseria“, perchè le regole del gioco sono altre. Gioco? Sì, il gioco della seduzione, del dico-non dico-immagino, che io ammetto pubblicamente di non saper giocare. Per questo, fin dal primo giorno in cui ho conosciuto Francesca in chat, ho messo in chiaro le “mie” regole, quelle della sincerità e del parlare chiaro: le uniche che conosco, che voglio, e che sono in grado di applicare. Lei le aveva accettate, o almeno così sembrava. E allora perchè ha voluto cambiarle in corsa proprio sul più bello?

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