ORA DIPENDE DA NOI

E’ giunto il momento di inaugurare la nuova piattaforma su cui, “grazie” all’accordo tra Windows Live Space e WordPress, sono stato costretto a trasferire il mio sito. Per quel poco che ho potuto vedere finora, non mi piace, è complicatissimo da usare e ricostruirlo come il precedente richiederà parecchi giorni di lavoro. Ammesso di avere il tempo e di riuscirci.
Fatta questa doverosa premessa, passiamo alle cose serie…

Questo striscione è apparso allo stadio “Meazza” il 6/1/2011, prima di Inter-Napoli 3-1. Poche ore prima, seduto sul divano di Massimiliano, cognato di Francesca, avevo assistito al gol di Strasser che condannava il Cagliari alla sconfitta casalinga portando il Milan a +16. In quel momento la possibilità di difendere lo scudetto che ormai da 5 anni illumina le nostre maglie sembrava una pura e semplice utopia.
Meno di due settimane dopo, incredibile a dirsi, ci troviamo sì staccati di nove punti dalla vetta, ma con due partite da recuperare siamo nell’invidiabile situazione di chi è padrone del proprio destino. Battendo Cesena e Fiorentina, e prendendoci la rivincita il prossimo 3 aprile nel derby di ritorno, avremmo infatti la matematica certezza di confermarci per il quinto anno consecutivo Campioni d’Italia sul campo. Non voglio farmi illusioni, anche perchè ricordo tabelle analoghe stilate dai cuginastri pochi mesi fa, poi usate come carta igienica per pulire i loro fondoschiena sanguinanti dopo l’ennesima inculata, ma certo ora sarebbe davvero un peccato non giocarci fino in fondo tutte le nostre carte.
Il neologismo riportato nello slogan con cui ho aperto questo intervento è ispirato a un losco personaggio dal torbido quanto recente passato rossonero, e quando guardo in panchina non vedo il “bell’uomo” recentemente descritto dalla mia ragazza alla sua prima presenza in Curva Nord, bensì l’ex giocatore e allenatore della Milano che retrocede, colui che nella Stracittadina del marzo 1999 ci segnò contro una doppietta inchiodando il risultato sul 2-2. E allora una insopportabile puzza di Milan si impadronisce delle mie narici impedendomi di gustarmi appieno le giocate della mia squadra. Resta una sola cosa da fare, parafrasando una famosa provocazione di Indro Montanelli riferita parecchi anni fa ad altri àmbiti: “Turiamoci il naso e tifiamo Inter!”.

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