I CAVALIERI DELLA VERGOGNA

Faccio mia la definizione di "Ringhio" Gattuso, uno dei pochi uomini veri in questa squadra formata da indegni usurpatori della gloriosa maglia azzurra, perché trovo che sia la migliore fotografia della disastrosa spedizione sudafricana. Un’esperienza traumatica che ha bruscamente riportato sulla Terra quello che restava degli Eroi di Berlino e che dovrebbe aprire gli occhi prima di tutto ai dirigenti, ma anche a noi tifosi spesso troppo campanilisti, sullo stato disastroso in cui versa il calcio italiano.
Non é la prima volta che mi ritrovo a criticare aspramente la gestione del nostro sport nazionale, ma se fino a qualche tempo fa poteva trattarsi solo di sensazioni personali, ora dobbiamo prendere atto della triste realtà: siamo fuori, al primo turno, eliminati con vergogna e disonore, ultimi classificati in un girone ridicolo che ci opponeva a Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda, in stretto ordine di classifica. 2 pareggi e 1 sconfitta, 4 gol realizzati e 5 subiti, sempre a rincorrere, mai una volta in vantaggio, e soprattutto un gioco assolutamente pietoso che non ci ha mai dato la sensazione di avere in mano le redini della partita.

Secondo il programma di rientro la Nazionale azzurra dovrebbe da poco essere atterrata a Malpensa, dove spero abbia trovato una degna accoglienza a base di ortaggi andati a male e uova marce. Sarebbe già un inizio, il segnale di una reazione, ma io vorrei che qualcuno prendesse esempio da Sarkozy (oddìo, che schifo… sto citando sul mio sito un modello francese!), il quale dopo la pessima figura sportiva e gli scandali che ne sono scaturiti ha pensato bene di convocare il capitano Henry per un colloquio chiarificatore. Purtroppo non credo che succederà, visto che i nostri politici sono troppo intenti a chiacchierare, polemizzare e saltare giù dal carro dei perdenti. Tutto pur di non agire.
Il problema del nostro calcio é palese: l’invasione degli stranieri, dalla serie A alle categorie inferiori e perfino nei settori giovanili. Calderoli, deputato della Lega Nord, in mezzo alle tante cazzate rilasciate ai giornalisti ha avuto se non altro il merito di denunciare questo aspetto, ma allora perché anziché farneticare di una Nazionale Padana che al momento é solo fantacalcio e fantapolitica non si dà da fare, insieme ai suoi colleghi, per formulare una legge che tuteli i nostri vivai e i ragazzi che hanno nelle vene il nostro stesso sangue e nel cuore il sogno di vestire e onorare la maglia azzurra?
Il 24/6/2010 dovrebbe essere il punto di partenza di un programma a medio-lungo termine volto a ripartire da zero per rinverdire un giorno i fasti che tutti gli sportivi italiani conservano fra i loro ricordi più belli. Invece no, si preferisce ancora una volta chiudere gli occhi e nascondere la testa sotto la sabbia criticando le scelte del Commissario Tecnico Marcello Lippi, reo secondo i suoi detrattori di aver puntato sugli uomini sbagliati. Già… perché a casa sono rimasti Sandro Mazzola, Bruno Conti, Giuseppe Meazza, Gianni Rivera, Paolo Rossi, ecc., vero? Ma davvero ci illudiamo ancora che basti il nome "Italia" e la maglia azzurra con le 4 stelle per ottenere i risultati?

Da parte mia, pur ritenendo l’allenatore corresponsabile del fallimento al pari dei giocatori, gli confermo il massimo rispetto e l’eterna gratitudine per le bellissime emozioni che mi ha regalato nel 2006. Ora il compito di ricostruire dalle macerie spetterà a Cesare Prandelli, tecnico preparato e persona intelligente, ma temo che a questo punto la cosa non mi riguardi più. Tra i calciatori rimpianti figurano i brasiliani con doppio passaporto Thiago Motta e Amauri, e soprattutto Balotelli del quale tutti per danno per scontato l’imminente esordio in Nazionale Maggiore. Intendiamoci, SuperMario ha tutti i requisiti tecnici e legali per vestire la maglia azzurra, ma nel momento in cui un ghanese negro rappresenterà la mia Patria significherà che i mercenari hanno vinto ancora valicando anche l’ultimo confine, e allora il mio rapporto con una Nazionale italiana solo di nome sarà destinato a chiudersi.
L’unico rammarico é che la mia ultima immagine resterà probabilmente questa.

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