DA MONZA A CITTA’ DEL CAPO


Sì, è stato proprio un bel regalo di Natale!
E già immagino che vi starete chiedendo: "Ma questo cosa dice? Non si è
accorto che è appena esplosa l’estate?
". Lo so, lo so, e meno male
aggiungerei. Era ora!

Lasciate che vi spieghi…
Circa 6 mesi fa, poco prima di accomodarmi a tavola per il canonico pranzo, ho
aperto una busta che oltre agli auguri firmati da mio papà conteneva delle
pagine stampate da internet probabilmente solo poche ore prima. Ci ho messo un
po’ a capire di cosa si trattava, ma leggendo attentamente ho realizzato di
essere stato iscritto a un corso di guida sicura. Inizialmente ammetto di aver
pensato a una "velatissima" critica al mio modo di stare al volante,
poi però mi sono lasciato incuriosire dal programma composto da una serie di
manovre mirate a riprodurre quelle situazioni di emergenza che quando si
verificano sulla strada in genere non si sa mai come affrontare. Imparare a
gestirle sapendo di avere al proprio fianco un istruttore esperto può rivelarsi
estremamente utile. E anche molto divertente!
Ho avuto bisogno un po’ di tempo per scegliere la data e la sede, ma finalmente
il 29 e 30 maggio, di buon mattino, mi sono presentato all’autodromo di Monza
pronto a cimentarmi con testacoda, sbandate, inchiodate e altre acrobazie che
fino ad allora avevo visto solo in televisione. Certo quando si pilotano auto
da 300 e passa cavalli nulla è impossibile!


Senza offesa per la mia mitica InterMobile III, ovviamente…

L’esercizio per me più devastante è stato lo slalom in retromarcia tra i
birilli. Forse l’avevo scambiato per bowling… tanto è vero che ho fatto
strike! E’ stata una vera fortuna che abbia dimenticato di inserire la cassetta
nel videoregistratore di bordo; in certi casi è sempre meglio cancellare ogni
prova!

Ma la gloria era dietro l’angolo…
Al termine della seconda giornata, infatti, era prevista la prova finale,
consistente in un percorso "a otto" da ripetere 3 volte mentre un
cronometro digitale misurava il tempo impiegato. Un mio ex compagno di scuola,
attualmente amico su Facebook, ha detto che non mi considerava un asso del
volante. Beh, evidentemente si sbagliava!


Sì, d’accordo, il gradino del podio è quello più basso ma è un po’ come alle
Olimpiadi: quello che conta è portare a casa una medaglia, non importa di quale
metallo. Ok, ok, le medaglie non c’erano, ma il senso è quello, non stiamo a
sottilizzare.

Domani alle 16 Sudafrica e Messico si affronteranno
nella partita inaugurale del Mondiale 2010, al quale la Nazionale italiana si
presenta col titolo di campione in carica. Il pronostico degli esperti o
presunti tali non ci vede favoriti e obiettivamente le premesse non sono certo
delle migliori. Da Euro 2008 a oggi i risultati sono stati tutt’altro che
entusiasmanti e soprattutto a livello di gioco non abbiamo quasi mai dato la
sensazione di tenere in mano la partita. Se a questo si aggiungono le
immancabili polemiche sui giocatori convocati e su quelli lasciati a casa, che
da sempre accompagnano ogni spedizione azzurra, ecco che ancora una volta il
clima intorno a Lippi e ai suoi ragazzi è quello preferito dai "gufi"
che, poverini, si divertono solo a tifare contro. Vabbè, contenti loro…
l’importante è che poi se le cose vanno bene non si azzardino a salire sul
carro dei vincitori.
In
proposito il nostro Commissario Tecnico è stato molto chiaro.

Italia-Paraguay rappresenta il nostro esordio nella
manifestazione e si giocherà lunedì sera a Città del Capo dopo che le ultime
amichevoli disputate contro Messico (1-2) e Svizzera (1-1) non hanno fatto
altro che confermare lo scetticismo. Sabato scorso c’ero anch’io sugli spalti
dello stadio di Ginevra e qualche piccolo miglioramento rispetto alla sconfitta
subita contro i centro-americani l’ho visto. E’ anche vero che non ci voleva
molto, ma se non altro per scaramanzia il pareggio possiamo considerarlo un
risultato positivo e beneaugurante: anche prima delle trionfali spedizioni di
Spagna ’82 e Germania 2006, infatti, abbiamo impattato 1-1 contro gli elvetici.
Dicono che non c’è 2 senza 3; fra un mese sapremo se è vero. Nel frattempo
"STRINGIAMOCI A CORTE, SIAM PRONTI ALLA MORTE, SIAM PRONTI ALLA MORTE,
L’ITALIA CHIAMO’!".

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