RINVII A CASACCIO

Lo scorso 20 dicembre sono state rinviate per neve quattro partite del campionato di serie A.
Quando ho sentito che il campo di Firenze, grazie ai teloni e al lavoro di alcuni tifosi improvvisatisi spalatori, era perfettamente agibile sono rimasto un po’ perplesso. "Spalti scivolosi e quindi poco sicuri": la scusa ufficiale per rimandare a casa migliaia di milanisti che avevano viaggiato per 300 km al sèguito della loro squadra è stata questa. E’ anche vero che in quei giorni almeno mezza Italia era sotto la morsa del gelo.

Oggi no.
Stamattina sono partito da Milano poco dopo le 11. La temperatura si aggirava sui 5-6° C, e un pallido sole riscaldava l’atmosfera. La strada era asciutta e pulita e benchè, procedendo verso sud, abbia notato lungo i guard-rail una leggera spruzzata di bianco nulla lasciava presagire come sarebbe finita la mia seconda trasferta di questa strana stagione. Mi ero mosso con un buon margine e pertanto la mia unica preoccupazione era trovare un distributore prima di restare completamente a secco, quando ad un tratto ho alzato distrattamente gli occhi a uno dei tabelloni luminosi che generalmente riportano le indicazioni sul traffico:

"Parma-Inter rinviata per neve".

COOOOSA???

Mi trovavo a non più di 5 km dal casello della città emiliana e la situazione era assolutamente sotto controllo: cielo sereno, freddo pungente ma abbondantemente sopra zero. Sfruttando le ultime tacche di batteria (e sì, non solo ero in riserva, ma pure col cellulare scarico) chiamo Giulio e Pigi per avere conferma di quella notizia incredibile quanto ineluttabile. Che arriva puntuale. Il recupero è già fissato mercoledì 10 febbraio, con tanti saluti alla semifinale di ritorno di Coppa Italia.
Ma il punto non è questo. Non il mio viaggio inutile e nemmeno l’ennesimo sconvolgimento dei calendari. L’aspetto veramente grave è che da almeno 3 anni, ovvero da quando si è verificato l’omicidio di Filippo Raciti prima di Catania-Palermo, le autorità si stanno pesantemente intromettendo nella gestione del calcio italiano, giustificando i loro goffi interventi con fantomatici "motivi di ordine pubblico".
Dapprima sono stati i tornelli installati in tutta fretta all’entrata degli stadi fregandosene delle interminabili code che si sarebbero create, poi i biglietti nominali, seguiti dalle limitazioni alla vendita che di fatto impediscono ai tifosi di seguire la propria squadra fuori casa. Come se non bastasse, l’anno scorso è iniziata la moda di chiudere le Curve o addirittura stadi interi per punire i cori giudicati "razzisti" o "offensivi", e infine negli ultimi mesi questa follia di non giocare quando sui seggiolini si accumulano due gocce d’acqua. Chissà se i "cervelloni" che si prendono queste delicatissime responsabilità si ricordano che nel 1965 si è giocata nientemeno che una finale di Coppa dei Campioni sotto un diluvio torrenziale? Magari potrebbero chiedere informazioni al portiere del Benfica, che a causa di quel pallone scivoloso passatogli sotto le gambe ha macchiato indelebilmente la sua carriera… Com’è che allora gli stadi erano "a norma" mentre ora, dopo numerosi ammodernamenti, non lo sono più?

Se i presidenti di società fossero persone serie, anzichè portare le loro squadre in giro per il mondo ad elemosinare qualche milione di euro come fenomeni da baraccone, si preoccuperebbero di difendere gli interessi dei propri tifosi (o clienti che dir si voglia). Non per niente stiamo parlando dello stesso questore che neanche due anni fa aveva inutilmente vietato la vendita dei biglietti fuori dalla provincia di Parma, illudendosi così di impedire al popolo nerazzurro di festeggiare un meritatissimo scudetto. E allora, visto che alcuni enti e/o persone la cui incapacità è ormai un dato di fatto stanno mal-gestendo il nostro sport preferito, sarebbe forse il caso che la Lega Calcio andasse al muro-contro-muro una volta per tutte. Ci impongono di rinviare le partite per futili motivi? Benissimo, e noi sospendiamo il campionato, così vediamo se non saltano un po’ di teste (di cazzo).
Già i calendari sono abbastanza intasati di loro; è così difficile farsi valere perchè almeno vengano rispettati?
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