“GIRO D’ITALIA”


Se
le feste di fine anno sono trascorse senza particolari sussulti, all’insegna
della tranquillità e della riflessione, i primi giorni del 2010 si sono
rivelati alquanto movimentati.
Domenica 3 gennaio mattina Pigi è venuto a prendermi sotto casa. Bagagliaio
dell’auto strapieno e il tavolo di legno ribaltato sul tettuccio del mezzo, con
il solito groviglio di cinghie elastiche a tenere fermo il tutto: si parte per
Roma, dove al teatro San Genesio, a pochi metri dagli studi Rai di viale
Mazzini, sono previste due repliche di "MARIA – La moglie di
Giuseppe, la mamma di Gesù
". Il viaggio è lungo, ma per una volta me
lo posso godere senza nessuno stress, da semplice passeggero, anche perchè difficilmente
Pigi si fiderebbe a lasciarmi guidare la sua macchina su strade sconosciute e
con appresso quell’ingombrante carico. Facciamo tappa a Viareggio, mangiamo
gratis all’albergo "Bella Riviera", gestito da un ragazzo amico di Pigi, e
poi ci rimettiamo in strada alla volta della Città Eterna. Durante il tragitto
ci fermiamo spesso per verificare la stabilità del carico, e intorno alle 19
arriviamo finalmente a destinazione: un po’ stanchi, ma più o meno la tabella
di marcia è rispettata. La tentazione sarebbe quella di trasferirsi subito in
albergo per darsi una rinfrescata e recuperare le energie, ma queste restano
solo belle intenzioni perchè il lavoro chiama e così ci dedichiamo a studiare
il posizionamento delle luci in vista dello spettacolo dell’indomani.
Alle 22 io, Pigi e il personale del teatro siamo ormai fuori combattimento; Cecilia (l’attrice
protagonista) e il suo fidanzato Mauro ci hanno già abbandonato da qualche ora
cedendo al richiamo dello stomaco vuoto. Trovare i rispettivi alberghi in una
metropoli così caotica è più facile a dirsi che a farsi, ma alla fine ci
riusciamo. E meno male che siamo praticamente "vicini di casa",
altrimenti non sono sicuro che Pigi mi avrebbe accompagnato. Prima di
concederci il meritato riposo, però, approffittiamo di una pizzeria ancora
aperta per rifocillarci. Ci voleva, dopo una giornata tanto faticosa ci mancava
solo di andare a letto senza cena!

Il mattino seguente la mia indole mi suggerirebbe di poltrire spudoratamente a
letto ben oltre il simbolico canto del gallo, ma l’orario limite per fare
colazione sono le 9 e giacchè l’ho già pagata non ho nessuna intenzione di
rinunciarvi. Ottima e abbondante, ne valeva la pena! Incurante della
pioggerellina, esco per cominciare ad ambientarmi nella nuova città e
soprattutto per rendermi conto della distanza che separa il mio Bed
& Breakfast
dalla stazione. Il giorno della partenza ho un treno alle
8:05 e pertanto non avrò molto tempo da perdere. Meglio pianificare tutto con
il giusto anticipo, e quando scopro che bastano cinque minuti a piedi mi sento
decisamente più tranquillo. Ora posso cominciare a divertirmi!
Compro qualche cartolina da spedire agli amici, ma per Eva non basta un
panorama o un monumento. Ci vuole qualcosa di particolare e significativo…
già, ma cosa? Vabbè, prima o poi troverò qualcosa che fa al caso mio, e con la
scusa di cercare un’immagine rappresentativa del suo fascino abbagliante mi
incammino lungo le strade battute da tutti i turisti che si rispettino. Giunto
in centro mi infilo in un internet-point tanto per tenermi aggiornato, e con
mio grande piacere trovo una e-mail di Elena, la mia amica virtuale di Torino. Praticamente ci
conosciamo solo per iscritto, ma il nostro feeling è pressochè totale. Per
molti versi la pensiamo esattamente allo stesso modo, ci stimiamo
reciprocamente e ci confidiamo senza alcun imbarazzo, e anche se fra noi non ci
sarà mai niente più di un rapporto epistolare ogni volta che la leggo mi cambia
la giornata. Ho le batterie cariche, incontro Pigi vicino al Colosseo e dopo un
breve giro fra antiche rovine, chiese chiuse per restauri e bancarelle di
souvenir, raggiungiamo Cecilia e Mauro giusto in tempo per pranzare tutti
insieme. Pomeriggio di prove generali e preparativi; alla sera si va in scena e
tutto dovrà essere perfetto. Fra un incarico e l’altro trovo anche il tempo di
scrivere e spedire la famosa cartolina a Eva, ora non resta che attendere la
sua reazione.
Un paio d’ore prima che si alzi il sipario si presenta una troupe del TG2
nazionale che intervista il regista e l’attrice. Io resto a guardare e penso
che il mio volto tradisca in pieno tutta l’invidia che provo verso quei due che
andranno in onda davanti a qualche centinaio di migliaia di telespettatori.
Purtroppo il pubblico in sala non sarà altrettanto numeroso, ma del resto un
lunedì sera appena passato Capodanno non invita certo a uscire di casa. Ci
consoliamo con una cena tipica poco prima dello scoccare della mezzanotte.

Il giorno successivo non c’è molto da fare. Luci e scenografia sono rimaste
montate dalla sera prima e quindi l’appuntamento in teatro è fissato per il
tardo pomeriggio. Al mattino io e Pigi abbiamo orari e ritmi completamente
diversi, e così, dopo un’altra capatina all’internet-point decido di provare il
ristorante "Bisteak",
segnalatomi dal futuro marito di una mia collega. Peccato che Pigi sia
vegetariano… non sa cosa si è perso, e oltretutto a me avrebbe fatto molto
comodo qualcuno con cui dividere la fiorentina. Da solo non me la sono sentita,
ripiegando su dei "semplici" bucatini all’amatriciana e una bistecca
da 3 etti di manzo danese, cotta sulla piastra. Una bella camminata per
favorire la digestione, e poi nuovamente in teatro per dare una mano negli
ultimi preparativi. Niente televisione stasera, ma Cristina, studentessa di
psicologia improvvisatasi cassiera, è una compagnia decisamente gradevole (e
come tale, ovviamente, fidanzata). Anche lei, come me e come Micol che l’aveva
sostituita la sera precedente, ha collaborato con Pigi alla scrittura di un libro dedicato a Valentino Rossi e questa esperienza comune
ci serve per rompere il ghiaccio.
Gli spettatori paganti sono più della sera prima, ma considerando che ci siamo
sciroppati 650 km per raggiungere "la culla del Cristianesimo", la
sede del Vaticano, la città che più di ogni altra avverte lo spirito religioso,
era anche lecito aspettarsi una partecipazione ben maggiore! Se già prima i
romani non erano in cima alle mie simpatie, adesso mi sono ulteriormente
scaduti.
Pigi decide di partire la sera stessa e così, dopo lo spettacolo lo aiuto a
smontare la scena e a caricare la macchina. Spero che mi sia grato di questo,
perchè così facendo perdo la ghiottissima occasione di condividere il viaggio
in metropolitana con Cristina. Non saprò mai cosa sarebbe potuto accadere in
quelle poche fermate…

E siamo a mercoledì, il giorno della partita; dopo 7 mesi torno a vedere
l’Inter allo stadio. Non al "Meazza",
però. La Scala del Calcio mi manca tantissimo, ma di regalare i miei soldi a
Moratti e al suo staff non se ne parla proprio. I nerazzurri inizieranno il
loro 2010 al Bentegodi di Verona ad un orario quantomeno insolito: le 12:30.
Personalmente non mi dispiace, anche se partendo da Roma i tempi sono un po’
ristretti, ma grazie all’alta velocità tutto è possibile. Anche attraversare
mezza Italia in poco più di tre ore.
Io e Leo ci troviamo fuori dalla stazione della città scaligera. Per lui si
tratta della prima trasferta, ha in mano la Gazzetta dello
Sport
, e appena mi vede si complimenta con me per la mia lettera pubblicata
nella rubrica della posta. Ho scritto per difendere gli Ultras e raccontare la
verità sulle Curve, ma naturalmente il giornalista di turno la pensa in maniera
completamente opposta.
Pazienza, dài, non mi aspettavo una risposta e il solo vedere il mio nome e
cognome scritto nero su bianco (anzi… su rosa!) sul più diffuso quotidiano
sportivo nazionale è già motivo di grande soddisfazione.
Ci incamminiamo di buon passo verso lo stadio, e quasi a voler confermare le
mie tesi siamo costretti a quaranta minuti di coda per consentire al
"servizio d’ordine" di espletare con cura tutte le "procedure di
sicurezza" che una partita a rischio come Chievo-Inter richiede.
Ad un quarto d’ora dal fischio d’inizio ci accomodiamo sugli spalti, e 26
minuti più tardi Balotelli realizza la rete che consentirà ai ragazzi di
Mourinho di laurearsi campioni d’inverno con una giornata di anticipo. Un gol
che suscita in me emozioni antiche, caratterizzato dall’esultanza rabbiosa
verso i tifosi e i giocatori avversari, che, mentre Pandev, Sneijder e
SuperMario confezionavano un contropiede tanto bello quanto decisivo, si sono
fermati reclamando un dubbio fallo da rigore subìto dal loro centravanti Pellissier.
Segnare così, lasciando nell’avversario la sensazione di essere stato in
qualche modo "derubato" è il massimo della goduria!
Il successo è completato dall’infortunio di Chivu, che consente a Materazzi di scendere finalmente in campo e stavolta non
solo per uno scampolo di partita a giochi fatti, ma per l’intero secondo tempo.
La prestazione dell’Eroe di Berlino è senza infamia e senza lode, ma averlo
rivisto al suo posto è stata la ciliegina sulla torta di una giornata perfetta.

Alle 15:40 io e Leo saliamo sul treno per Milano. Storditi dalla stanchezza e
dalle emozioni ascoltiamo distrattamente alla radio le partite delle presunte
pretendenti ad uno scudetto che resterà cucito a lungo sulle maglie nerazzurre.
Appena arrivato a casa disfo i bagagli e trascrivo i risultati del pomeriggio.
Manca ancora il posticipo serale, ma in attesa di Milan-Genoa posso finalmente
rispondere a Elena. Ho un casino di cose da raccontarle!

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