VITA DA VIP

(20/3/2009, ore 23:24)

I lettori più affezionati di questo sito, forse,
ricorderanno il mio intervento dello scorso 18 novembre.
Sono passati quattro mesi, ed ecco cosa è successo…


Avete letto bene? Avete guardato con attenzione le foto?
Ebbene sì, la sera di mercoledì 18 marzo 2009 “Il cuore del Capitano” 
ha cominciato a battere e questa data rischia seriamente di cambiare la mia
vita. In meglio, finalmente!
L’organizzazione dell’evento qualche intoppo l’aveva dato, tanto è vero
che i più pessimisti temevano perfino un improvviso forfait dell’ospite d’onore.
Invece è andato tutto liscio, aldilà delle mie più rosee aspettative.
Javier Zanetti si è regolarmente presentato all’inaugurazione del locale
Inter Club, sottoponendosi al previsto rito dei saluti e al consueto bagno di
folla in mezzo ad un pubblico entusiasta. La seconda parte della manifestazione,
quella riservata a “noi vip”, è stata quella più emozionante e ricca di
piacevoli sorprese: sono salito sul palco annunciato come “uno degli autori del nuovo libro”, ho parlato
al microfono ricordando alla platea il significato dei numeri del Capitano
nerazzurro, sono stato fotografato per l’edizione locale del “Giorno”, ho
conosciuto persone impiegate presso lo stadio “Meazza” che potranno garantirmi
agevolazioni e accessi ad aree normalmente interdette ai comuni mortali come
me.

Però, sto pensando una cosa: ma io sono ancora un “comune mortale”? Mi sa
di no…

Negli ultimi due giorni ho scritto dediche a semplici tifosi negli occhi
dei quali notavo rispetto e ammirazione, ma anche ad “addetti ai lavori” che
leggeranno la mia opera prima come strumento di aggiornamento professionale; ho
preso appuntamenti per interviste televisive; ho visto il mio nome comparire sui
motori di ricerca. Mica male come inizio, eh? Potevo già ritenermi soddisfatto,
ma il destino aveva deciso che meritavo ancora di più: avevo appena finito di
cenare in un bar dove sono affezionato cliente, quando un altro avventore mi si
avvicina. In mano ha una copia di “Milano siamo noi – il cuore del
Capitano
”, sulla quale poco prima avevo firmato l’ennesima dedica.
“Scusi – mi dice -, mi farebbe un autografo?”. E mi porge un
mazzetto di cartoline raffiguranti alcuni calciatori nerazzurri in azione.
Non nego che questa richiesta mi ha un po’ spiazzato, vuoi perché non sono
(ancora) abituato a soddisfare i fans, vuoi perché ovviamente su nessuna di
quelle foto comparivo io.
“Guardi che quelli sono giocatori dell’Inter, e io no”  mi sono
inizialmente schernito.
“Sì, lo so. Ma è sempre una bella cosa”, è stata la replica del
tifoso.
Vabbè, a quel punto non potevo (né tantomeno volevo) esimermi. Così gli ho
chiesto come si chiamasse, mi sono appoggiato a un tavolino, ed immedesimandomi
in uno qualsiasi dei miei idoli ho dedicato la cartolina “a Gennaro, il primo
ad avermi chiesto un autografo”.

Nel restituirgliela, l’ho girata, e solo
allora ho realizzato chi era il soggetto raffigurato: Marco Materazzi, il mio
giocatore preferito in assoluto. Il mio modello, colui che più assomiglia in
quello che sono e in quello che vorrei essere.

È un segnale, ne sono certo. Questi due giorni vissuti così intensamente
sono solo l’inizio di una nuova avventura, che fra qualche tempo mi vedrà gomito
a gomito con i miei idoli. Ma stavolta non più a sbavare loro dietro, implorando
uno scarabocchio su un foglietto di carta semi-stracciato, bensì a parlare con
loro delle rispettive esperienze di vita. Vite contrassegnate da un denominatore
comune: la fama e il successo, ciascuno nel rispettivo campo.


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