SENSI DI COLPA INGIUSTIFICATI


(9/9/2009, ore 12:34)


É
passato del tempo dall’ultima volta che ho aggiornato questo sito. Ho avuto
anche la piacevole sorpresa di trovare dei commenti, ma se voglio che non resti
un caso isolato bisogna che mi faccia vivo più spesso.
É
con questo spirito che mi sono messo alla tastiera, pensando magari di
raccontare i mancati sviluppi del corteggiamento a Clara. Sono tornato dalle
sue parti due volte: la prima il bar era chiuso per ferie, la seconda ho scelto
proprio il suo giorno di riposo. Le avevo anche scritto una cartolina
lasciandole il mio indirizzo e-mail, ma dopo quasi due settimane non ho ancora
ricevuto nessuna risposta. Pessimo segnale, a meno che non mi sia imbattuto
nell’unica ragazza che in pieno 2009 non è capace di usare un computer!
Oppure
avrei potuto sfogare un po’ la tristezza dovuta agli ennesimi segnali di
"chiusura totale" avuti da parte di Anna. Fortunatamente fra le
sue conoscenze c’è una persona fantastica, con la quale ho mantenuto un
rapporto improntato alla massima schiettezza, sempre disponibile ad ascoltarmi,
consigliarmi e fornirmi alcune informazioni che la diretta interessata non mi
darebbe mai, non perchè siano particolarmente riservate ma semplicemente per
tagliarmi fuori del tutto dalla sua vita.
Come
si possa nutrire tutto questo rancore nei confronti di un ragazzo che, coi
fatti oltre che con le parole, sta dimostrando di volerle bene, non lo capirò
mai, ma alla luce di quello che è successo poco fa ho deciso di occuparmi di un
altro argomento. Non meno doloroso, ahimè!
Una
telefonata come tante, le solite quattro chiacchiere, e poi… la richiesta di un
prestito. Ho negato 100 euro a un amico, scoprendo così sulla mia pelle quanto
sia devastante l’effetto dei soldi sui rapporti personali: imbarazzo reciproco,
risentimenti latenti, e soprattutto quegli odiosi calcoli “Tu mi devi questo,
io ti devo quello; il mio favore vale tot, il tuo tot altro”, ecc. Lui dice di
essermi grato per quello che ho fatto finora (discorso già di per sé troppo
formale), ma intanto chiarisce che d’ora in avanti dovremo quantificare col
bilancino qualunque cosa, dai divertimenti ai giornali, dai pasti al tempo
passato insieme. Io non voglio che finisca così, ma quanto potrà durare prima
che il nostro legame si rompa definitivamente?
Mi
sento in colpa senza una ragione, e non mi basta quel messaggio arrivatomi
pochi minuti dopo aver riattaccato: “Non stare male a causa mia. Non me lo
merito
”. Sono io che non mi merito certe accuse, tipo quella di essere
diventato tirchio, né men che meno determinati accostamenti a persone avide e
di sicuro molto più stronze di me.
L’ultima
beffa è che non posso scrivere altro, perché la dignità del mio amico va
assolutamente preservata. Vorrei solo sapere una cosa: perché cazzo ha dovuto
chiederli proprio a me quei 100 euro?! Non poteva rovinarne un’altra di
amicizia?


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