PARLIAMO DI CALCIO, VA’!


(2/4/2009, ore 9:44)

Lasciamo da parte le
storiacce e i problemi personali, che tanto non si risolveranno mai, e
concentriamoci sui due eventi che hanno caratterizzato la giornata calcistica
di mercoledì 1 aprile.

Il primo e più importante
è stata sicuramente la partita Italia-Irlanda, giocata al San Nicola di Bari e
valida per la qualificazione ai Mondiali di Sudafrica 2010. La Nazionale
Campione del Mondo si è presentata all’appuntamento, forte non soltanto del
fattore campo (scalfito solo in parte dalla disapprovazione del pubblico per la
mancata convocazione del talento locale Cassano) ma soprattutto dei 2 punti in
più in classifica. Un ulteriore motivo di curiosità era la sfida fra due
monumenti delle panchine italiane: Lippi da una parte e Trapattoni dall’altra,
entrambi con esperienze alla guida degli Azzurri ed entrambi ex allenatori
dell’Inter. Anche questo giova ricordarlo, visto che molti sembrano essersene
dimenticati.

Dopo soli 3′ di gioco,
l’arbitro tedesco Stark espelle Pazzini presunto colpevole di una gomitata in
realtà inesistente. E’ vero che, nel contrasto aereo, l’avversario si
procura una vistosa ferita al sopracciglio, ma non si è mai visto nessuno
saltare con le braccia ferme dietro la schiena! Già fischiare un fallo sarebbe
stata una decisione generosa; un cartellino giallo esagerato; il
rosso completamente folle. Ma tant’è, i direttori di gara sono incapaci ad ogni
latitudine e recriminare non ha senso.

Nonostante la precoce
inferiorità numerica, gli Azzurri poco dopo riescono a sbloccare il risultato
grazie ad un acuto di Iaquinta, rapace sul cross basso di Grosso a battere il
portiere britannico da non più di 3 metri. La reazione irlandese non c’è, del
resto non stiamo certo parlando di una Nazionale che ha scritto la storia del
calcio, e così il primo tempo si conclude senza particolari rischi per la porta
di Buffon, il quale si dimostra comunque reattivo nel deviare sopra la traversa
una bella, quanto centrale, conclusione al volo di Hunt.

L’andamento dei primi 45′
non lasciava certo presagire una ripresa di sofferenza, e invece fin dai primi
minuti i nostri dieci superstiti arretrano vistosamente il proprio baricentro
lasciando campo libero alle continue ma disordinate trame di gioco avversarie.
Un autentico catenaccio, interrotto solo da una sgroppata solitaria di Iaquinta
il cui traversone non trova compagni pronti a ribadire in rete. Del resto
era evidente già da parecchio che l’Italia non avesse forze / idee / voglia /
talento per cercare il raddoppio. Non che ci sia qualcosa di male nel difendere
con le unghie e coi denti un risultato favorevole, ma di fronte a uno
sparring partner tanto modesto sarebbe lecito aspettarsi qualcosina in più. E
infatti, a furia di calci d’angolo, rimpalli, e lanci lunghi a due giri di
lancette dal triplice fischio arriva il beffardo ma tutto sommato meritato
pareggio firmato da quel Robbie Keane che 8 anni fa aveva lasciato l’Inter dopo
una sola stagione senza suscitare nei tifosi nerazzurri il minimo rimpianto.

1-1, e vabbè, è andata
così, ma da un uomo schietto come Lippi mi aspettavo un’analisi più obiettiva
della gara disputata dai suoi. E invece: "Non è giusto. Noi ci
lamentiamo sempre degli arbitri della serie A: guardate quelli stranieri…
Novanta minuti in dieci per un’interpretazione di violenza che tutti possono
giudicare. Siamo a livello di Nazionali… Noi abbiamo lottato, chiuso quel che
si poteva, peccato per il gol nel finale, ma dispiace per l’arbitro
".
Ah, ma bene… sicchè sarebbe normale che l’Italia quadri-Campione del Mondo e
con ambizioni (non si sa bene quanto realistiche) di confermarsi, soffra
le pene dell’inferno per portare a casa un punticino casalingo contro
l’Irlanda. Il Manchester United, a dicembre, ha giocato 41′ con un uomo in meno
eppure il migliore in campo alla fine è risultato il portiere della Liga de
Quito, letteralmente preso a pallonate da Rooney & C. Perchè?
Semplicissimo: i Red Devils erano superiori agli ecuadoriani, al contrario
Italia e Irlanda sono più o meno allo stesso livello e quindi basta un episodio
sfavorevole per spostare gli equilibri.
….

Un bagno di umiltà,
questo ci vuole. Perchè "Campioni del Mondo" lo siamo solo sulla
carta, ma la realtà è che ad Austria & Svizzera 2008 siamo
usciti ai quarti di finale con un bilancio di 1 vittoria, 2 pareggi, e 1
sconfitta, e anche la tanto decantata Under 21 dei Giovinco, Giuseppe Rossi,
Acquafresca, Montolivo, ecc. dopo aver fallito gli Europei di categoria
si è ripetuta alle Olimpiadi di Pechino. Eliminata dal Belgio, non so se
mi spiego! La verità è che il vivaio italiano è in crisi. Può succedere, per
carità, ma sarebbe opportuno prenderne atto e ripartire anzichè riempirsi la
bocca con la nostra gloriosa tradizione al solo scopo di prendere in giro i
tifosi con l’illusione di traguardi che attualmente non siamo in grado di raggiungere.

Il secondo motivo
d’interesse era l’annunciata intervista che vedeva Josè Mourinho ospite dello
show di Italia 1 "Chiambretti Night". Interesse mediatico che ha ben
poco a che fare col calcio, ma quando parla lo Special One si sa in partenza che
la conversazione non sarà banale.

Premetto che, disgustato
dall’opaca prestazione azzurra, ho preferito non guardare la trasmissione,
anche perchè mi conosco abbastanza per sapere che avrei finito col discutere
animatamente col televisore. Oh, a me il calcio parlato fa questo effetto, che
ci posso fare?

Tuttavia, ho letto e
sentito alcune delle sue dichiarazioni, che tanto per cambiare hanno fatto
discutere (e naturalmente incazzare) soprattutto i soliti rosiconi sventurati
tifosi di una squadra diversa dall’Inter.

Che il Milan e la
Juventus godano di un trattamento migliore da parte della stampa di regime è un
dato di fatto, non si spiegherebbe altrimenti la differente cassa di risonanza
avuta dal rigore dubbio procurato da Balotelli contro la Roma, in confronto a
quelli completamente inventati di cui hanno beneficiato i rossoneri contro
Chievo, Reggina, e Napoli. E magari me ne dimentico qualcun altro.

E come mai ci si sforza
di far passare come fallimentare la stagione nerazzurra che si concluderà con
l’ennesimo scudetto, e positiva quella bianconera destinata probabilmente a
concludersi con "zero titoli"? Ah, già, siamo usciti dalla Champions
League contro i Campioni d’Europa… veramente imperdonabile! Soprattutto
considerando con quanta facilità gli uomini di Ranieri hanno annientato il
Chelsea… vero?

Un altro dato di fatto è
che Ancelotti sia l’unico allenatore nella storia ad aver perso una finale
della medesima "Coppa dalle grandi orecchie" dilapidando un vantaggio
di 3 gol ottenuto nel primo tempo. E’ verissimo che sono chiacchiere da Bar
Sport, ma dal momento che Mourinho e l’Inter vengono sistematicamente attaccati
sulla base di presunti favori arbitrali, presunti fallimenti europei, e
presunti imbrogli risalenti ad un passato più o meno remoto (passaporti falsi,
bilanci irregolari, GuidoRossiTavaroliTronchettiProvera, ecc.) non vedo cosa ci
sia di sbagliato nel rispondere con la stessa moneta. Perchè, quelle non sono
forse chiacchiere da Bar Sport? No, anzi, direi che sono molto peggio: da
Processo di Biscardi!

Ringrazio di cuore il mio Mister per l’interismo verace che dimostra in
ogni occasione, ma ora che torni sui campi della Pinetina. Oggi rientrano
i vari Nazionali, e domenica si va a Udine. Forza ragazzi, c’è da vincere il
17° scudetto! E chissenefrega se fra questi ce n’è uno di cartone.

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