OLTRE LA SCONFITTA


(25/5/2009, ore 22:40)


“Mi
sono ricordato che doveva fare gol Ibra, e quindi ho rinunciato a tirare in
porta”
.
[J.Zanetti]

“L’Inter oggi ha deluso? L’Inter è in vacanza… Giochiamo perchè il
calendario ce lo impone, ma da quando abbiamo avuto la certezza dello scudetto
abbiamo perso tensione e concentrazione… E’ normale”
. [J.Mourinho]


Queste sono le parole con cui il Capitano e l’allenatore dei Campioni d’Italia hanno accolto la meritata sconfitta di Cagliari. Dichiarazioni che si commentano da sè; se loro due, e tutto il resto della squadra, ritengono che la maglia nerazzurra e le migliaia di persone che li seguono ovunque non siano motivo sufficiente per trovare le motivazioni anche avendo ormai centrato il “bersaglio grosso”, significa una sola cosa: mancanza di mentalità vincente, e se non l’hanno acquisita dopo 3 scudetti consecutivi stravinti sul campo, dubito che le cose possano migliorare in futuro. Mi spiace solo essermi sciroppato 11 + 11 ore di nave per vedere un gol di Ibrahimovic e una squadra in vacanza; potessi tornare indietro, forse non lo rifarei.

Anzi, sì, lo rifarei di sicuro!

Perchè, in realtà, la partita è stato solo un pretesto per concedermi una mini-vacanza e rivedere un’amica lontana nello spazio ma idealmente sempre vicina.
Sabato mattina ho parcheggiato davanti alla villetta e ho citofonato; era abbastanza presto, ma la mamma di Maria Grazia era già sveglia e mi ha fatto accomodare. Pensavo che lei fosse già andata al lavoro, invece scopro che si sta facendo la doccia prima di uscire. Ottimo, così almeno riesco a salutarla! Ma le sorprese non sono finite, infatti vengo a sapere che la sorella Lina ha fissato per quello stesso giorno un colloquio pre-assunzione a Cagliari e pertanto è tornata a casa dall’Irlanda. Due amiche al prezzo di una, mica male, e chissenefrega se con due donne in fila per lo stesso bagno dovrò aspettare ancora un bel po’ prima di potermi rinfrescare dopo il lungo viaggio!
In effetti la presenza imprevista di Lina sconvolge un pochino i piani, tanto è vero che vengo sistemato a casa di Roberto, fratello delle due ragazze che condivide l’ex appartamento dei genitori con un amico studente. Nessun problema, è tutta gente simpatica e cordiale con cui mi trovo immediatamente a mio agio. Dedicato a chi sostiene che i sardi sono un popolo chiuso e musone!
Dopo un pranzo ottimo e abbondante, è il momento di programmare l’attività pomeridiana. “Andiamo al mare – propongo – chissà, magari ci scappa pure un bagno fuori stagione”. L’idea è bella, ma Lina ha appuntamento a Cagliari e Maria Grazia è super-impegnata a correggere le verifiche di fine anno. Vabbè, pazienza, mi faccio spiegare da Roberto dov’è la spiaggia più vicina e vado da solo. Dopo tutto andare in Sardegna senza andare al mare è come andare a Roma e non vedere il papa, no?
Il caldo è secco, ma il sole picchia di brutto. In queste condizioni, attendere lo scadere delle fatidiche 3 ore dedicate alla digestione è una sofferenza, ma alle 17:30 in punto, dopo aver saggiato coi piedi la temperatura dell’acqua, mi butto dentro più che mai deciso a non lasciarmi sfuggire l’occasione. Resto a mollo solo una mezz’oretta, anche perchè il sale pare che sia poco indicato in caso di tatuaggi “freschi”, ma è quello che basta per rompere il ghiaccio: ora mi sento davvero in vacanza! Rientro e mi preparo per andare ad Alghero con Maria Grazia e una sua amica: giusto il tempo per mangiare una pizza al volo e fare due passsi sul lungomare; Lina ci attende al capolinea del pullman di ritorno da Cagliari. Nonostante tutta la buona volontà, siamo in ritardo. Si rischia l’incidente diplomatico, ma il bello di una famiglia numerosa è anche questo: c’è sempre un fratello pronto a improvvisarsi taxista. Anche al sabato sera. E poi è stata assunta, bisogna festeggiare, e così Lina ci raggiunge al pub, e con lei altri amici. Egoisticamente un po’ mi dispiace perchè ciò significa che ho perso il mio riferimento sul posto per Irlanda-Italia, ma la vita dell’emigrante è dura e Lina merita l’opportunità di riabbracciare la sua terra. E poi è il momento delle foto-ricordo.


 

Non ci capisco più niente con tutta ‘sta gente nuova, comunque per non sbagliare mangio, bevo, e chiacchiero con tutti anche se non mi ricordo i nomi. All’alba (è proprio il caso di dirlo) delle 2 la stanchezza comincia a farsi sentire, e così mentre i più nottambuli della mia compagnia si trasferiscono in un altro locale, io mi ritiro a nanna per recuperare le energie in vista della mia trasferta cagliaritana al seguito dell’Inter.
Mi muovo con un certo anticipo e faccio bene. La strada per il capoluogo è tutta dritta e assolutamente deserta, anche troppo: due soli distributori di benzina in 150 km, unitamente alla spia della riserva mi fanno venire un po’ d’ansia ma niente di più. Faccio rifornimento e arrivo a destinazione con ancora un buon margine davanti a me.
Stendiamo un velo pietoso sulla partita, e passiamo direttamente alla serata di domenica, imperniata sulle fasi finali della “Cavalcata sarda”, una sorta di festa di quartiere che però coinvolge l’intera città di Sassari. Anzi, pare addirittura che arrivi gente da tutta l’isola appositamente per questo evento. Solo io che ho fatto il percorso inverso…
Dopo esserci addentrati in una folla immane, riusciamo a fatica a conquistarci un panino e una bibita, poi con lo stomaco pieno ci ri-tuffiamo fra le bancarelle per un ultimo giro. Ormai è mezzanotte passata, e a me viene in mente la “Festa di primavera”, manifestazione analoga che si è tenuta anch’essa ieri a due passi da casa mia. Di solito intorno alle 20 cominciano a smontare, certo che erano in programma le selezioni locali per Miss Italia… quelle sì mi è spiaciuto perderle! Ma perchè, poi? Tanto con me c’erano Maria Grazia, Lina, e le loro amiche!
Mi faccio riaccompagnare a casa, e l’ultima sorpresa è una porzione di torta gelato comprata per il compleanno della mamma di Maria Grazia. Bella ‘sta tradizione: la torta del festeggiato la mangiano gli ospiti!
Stamattina sono partito, e non nascondo che mentre aspettavo di imbarcarmi mi è scesa una lacrimuccia. Maledizione, è sempre così quando lascio un bel posto e delle persone simpatiche e cordiali! Ma la tristezza passerà (anzi, è quasi già passata), per lasciare spazio al ricordo di una vacanza indimenticabile.
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