NON MOLLARE MAI!


(8/11/2008, ore 00:10)

3 pareggi
nelle ultime 4 partite, uno in casa contro il Genoa; un altro a Cipro contro la
“temibilissima” formazione dell’Anorthosis Famagosta, conquistato in extremis
dopo aver cercato in tutti i modi di perdere la partita. È probabilmente il
punto più basso toccato dall’Inter da quattro anni a questa parte. Nel
frattempo il Milan è primo in classifica sia in campionato che in Coppa Uefa,
grazie ai gol in zona Cesarini di Ronaldinho. Quello che tutti noi interisti,
con in testa il sottoscritto, consideravamo un ex giocatore capace solo di
qualche numero da circo fine a se stesso.

I numeri, gli amici che tante volte ci
hanno aiutato a rintuzzare gli attacchi dei cugini, che a suon di “coppe di un
giorno” si sono auto-proclamati “la squadra più titolata del mondo”,
improvvisamente ci voltano le spalle. Ma nonostante tutto siamo sempre lì,
appena un punto sotto. E pur giocando un calcio inguardabile la qualificazione
agli ottavi di finale di Champions League è a un passo. Quello che succederà da
qui a maggio nessuno lo sa, e sebbene le premesse siano tutt’altro che rosee,
la speranza è l’ultima a morire.

Ma c’è anche chi è morto davvero, e non in
senso figurato.

Giovedì mattina alle 8:31 un sms ha
squarciato la mia giornata: “Ieri mia madre è morta. Il funerale è oggi in
piazza Duomo alle 15:30
”. Era un mio caro amico, non potevo esimermi dal
partecipare. E così nel primo pomeriggio mi sono ritrovato sul piazzale
antistante la chiesa; proprio io, ateo convintissimo. C’erano pochi capannelli
di persone che non avevo mai visto, ma ad un certo punto i miei occhi si sono
posati su uno di essi: Anna23, con mamma e sorella. Eh, sì, perché il figlio
della defunta lo conosci  anche tu, Anna. Bellissima come sempre, ma non
era certo il momento per tentare un approccio che avrebbe potuto creare
tensioni in un frangente già doloroso di per sé, quindi mi sono limitato a un
cenno di saluto a Roberta ed una stretta di mano alla signora Rosaria. Che
entrambe hanno ricambiato con cordialità, e di questo posso solo ringraziarle.
Al termine della messa, i parenti e il
corteo funebre si sono diretti verso il cimitero; io avevo parcheggiato
abbastanza lontano e il mio amico dopo avermi ringraziato per la presenza mi ha
consigliato di tornare a casa. Di primo acchito ho pensato che fosse la cosa
migliore, gli ho dato la mano e incrociando lo sguardo di Anna attraverso il
finestrino di un’auto ho agitato la mano per salutarla. Risposta appena
accennata, senza guardarmi negli occhi.


No, non posso tornare a casa adesso.

Mi incammino a piedi dietro alle macchine,
anche se non ho idea di dove stiano andando. Il cimitero potrebbe essere dietro
l’angolo come dall’altra parte della città, ma a me non importa; in un modo o
nell’altro ci arriverò. E in effetti ci arrivo, in tempo per vedere il
giardinetto ancora spoglio, con solo uno strato di ghiaia e il nastro con
incisi i nomi dei parenti più stretti. Sto fermo per qualche minuto in preda a
sensazioni struggenti, e poi mi incammino verso l’uscita. Ormai siamo rimasti
in pochi, e da una parte ci sei tu, Anna, che parli col nostro comune amico.
Per me è davvero ora di rientrare: un’altra stretta di mano a lui, e poi la
stessa mano la porgo anche a te. Tu, sempre senza guardarmi, mi dici solo “Ciao”.
Io capisco che non sei ancora pronta a perdonarmi per il male che ti ho fatto e
mi ritiro in buon ordine. Un tempo questo tuo comportamento mi avrebbe fatto
stare male per giorni, ieri invece mi sono sentito come se mi avessi tirato uno
schiaffo: un dolore lancinante, passato nel giro di qualche minuto. Certo mi
sarebbe piaciuto scambiare due parole con te, intravvedere un segnale di
distensione, ma per me era molto più importante rendere omaggio a una gran
donna che non ho mai conosciuto, non sapevo come si chiamasse, e non so tuttora
che faccia avesse. Una donna prematuramente sottratta all’affetto dei suoi
cari, ma coi meriti eccezionali di aver cresciuto un ragazzo coraggioso e
leale, e di avermi concesso l’occasione di rivedere dopo 5 lunghi mesi il mio
Fiorellino.

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