LA SCATOLA DI CIOCCOLATINI

(17/8/2009, ore 16:30)


Una ventina di giorni fa ero andato con Pigi e
Roberto a fare una delle nostre solite gite cultural-professional-divertenti.
Per l’occasione i miei due amici avevano scelto come destinazione Rivalta
Gazzola, in provincia di Piacenza.
Durante il viaggio di ritorno, spossati e assetati, nonché esasperati dalle
continue deviazioni a causa del ponte sul Po inagibile, abbiamo fatto tappa in
un bar situato in uno sperduto paesello chiamato San Rocco al Porto; abbiamo
ordinato e ci siamo seduti al tavolo in attesa che ci venissero servite le
nostre bibite. La cameriera era una bella ragazza, ma più della sua avvenenza
mi ha colpito un comportamento del tutto inatteso: senza che nessuno li avesse
chiesti, ad un certo punto è tornata da noi con un vassoio di stuzzichini
assortiti. E me lo ha messo davanti. “Grazie!”, le ho detto con un sorriso,
prima di rifocillarmi.
Una volta uscito e risalito sulla macchina parcheggiata proprio davanti al
locale, fra il serio e il faceto ho creato un waypoint sul mio navigatore
affinché mi fosse possibile ritrovare quel posto se in futuro avessi voluto
tornarci per conto mio. Dovevo attribuirgli, però, un nome significativo, che
mi ricordasse la ragione per cui l’avevo memorizzato. Alla fine, complice anche
il limite fissato a 10 caratteri, ho optato per “barist fig”. A buon
intenditor, poche parole…
Ovviamente i miei amici mi hanno preso in giro. “Tanto non ci verrai mai più”,
“Guarda che una così avrà sicuramente il ragazzo”, “Ma lo sai che sono 60
chilometri?”, e via dicendo… Io sono stato al gioco, rispondendo che se un
giorno mi fosse capitata l’occasione di rivedere quella dolce cameriera le
avrei portato una scatola di cioccolatini. Niente di impegnativo, giusto un
regalino ad una bella ragazza per ringraziarla di una gentilezza non richiesta.

Beh, ieri mattina Pigi mi ha invitato al “Ferragosto sanrocchino”, una sagra
paesana che si tiene annualmente proprio laddove ci eravamo fermati. A questo
punto non potevo più tirarmi indietro, dovevo mantenere il mio proposito pena
l’essere irrimediabilmente bollato come “quacquaracquà”. Detto, fatto: al primo
autogrill mi sono fermato e ho acquistato i cioccolatini più neutri che ho
trovato. Niente Baci Perugina, niente confezioni regalo luccicanti e
infiocchettate, solo i dolci. Quando siamo arrivati sul posto, fortunatamente
il bar era semi-deserto. Al bancone c’era ancora la ragazza dell’altra volta,
mi avvicino, appoggio la scatola, ordino un Crodino, e pago. Lei si avvicina
per raccogliere le monete, e io le dico: “Prendi pure anche i cioccolatini, li
ho portati per te
”. Non ci crede, “Ma se non ci conosciamo nemmeno?”.
Le rispondo che non è proprio così.
"Ah, vabbè, sì, ma sei venuto solo una volta”.
Interessante… allora si ricorda!
Da lì abbiamo iniziato a parlare, e quando Pigi, Roberto e l’ “infiltrato”
Gallo mi hanno raggiunto, il ghiaccio era ormai rotto. Gallo, come al solito,
ha fatto un po’ il pirla mentendo alla mia interlocutrice sul fatto che fossi
fidanzato e chiedendole testualmente: “Ma tu lo sposeresti uno così?”. Risposta
spiritosa (“No, no, io non mi sposerei proprio con nessuno!”) e poi finalmente
le presentazioni. Ora so che a quel faccino corrisponde il nome Clara, e
giacché le ho raccontato del waypoint salvato per poterla ritrovare è meglio
che mi affretti a cambiare la dicitura. Non sia mai che voglia verificare di
persona… potrebbe pensare che non sono un gentiluomo!
All’ora di cena, insieme ai miei tre amici vado a mangiare al campo dove è
stata allestita la cucina, mentre Clara resta a lavorare nel locale che nel
frattempo inizia a riempirsi. La serata termina con una gragnuola di fuochi
artificiali che illuminano la notte, e prima di ripartire verso Milano io e
Gallo torniamo nel bar per approvvigionarci di bevande fresche in vista del
viaggio di ritorno. Altre quattro chiacchiere, e poi ci salutiamo con un’idea
buttata lì: “Magari se ri-capito da queste parti vengo a farti un salutino,
tanto ormai so come ritrovarti…
”.

Alcuni sostengono che le donne si prendono per la gola. Sarà vero? Boh,
vedremo. Nel caso, per malissimo che vada, quella scatola di cioccolatini mi
sarà comunque costata molto meno di un anello!

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