LA PRIMA DONNA

(19/9/2009, ore 17:55)

Il
nostro primo incontro è stato il tipico appuntamento al buio: il suo
capo aveva captato che questa ragazza, nella cerchia delle sue
conoscenze, non trovava gente adatta a lei e quando ci siamo conosciuti
mi ha dato il suo numero di telefono. "Se vuoi, chiamala. Uscite una sera e vedete un po’ come va".
Tutto
sommato è andata bene. Siamo stati a nostro agio, ci siamo divertiti e
abbiamo parlato di tutto. Anche troppo, forse, e questo è stato il mio
errore. Per me quella non era una "serata galante" nel vero senso del
termine, ma semplicemente un’occasione per fare una nuova amicizia. La
mia compagna di tavolo, al momento dei saluti, si è rifiutata di farsi
fotografare insieme a me, ma per il resto sembrava aver avuto una buona
impressione tanto che avevamo un mezzo accordo per rivederci.
Quando,
pochi giorni dopo, l’ho cercata per decidere i dettagli mi ha
rimbalzato sostenendo che ero "sentimentalmente compromesso".
Probabilmente averle raccontato del mio rapporto con Anna non era stata
una grande idea…

Incasso il rifiuto con la solita perplessità.
Ma come? Mi aveva trovato "carino, simpatico, divertente. Mi piaci", e
poi se ne esce con ‘sta teoria che non avrei il cuore libero? Le scrivo
una lettera. Ne parliamo ma lei non cambia idea.
La tempesto di
cartoline da ogni città in cui mi reco al seguito dell’Inter e la
invito fuori quando passo dalle sue parti. So che c’è stato un
malinteso e voglio tenermi aperta la porta. Ma niente da fare, è sempre
impegnata.

Passano sei mesi dalla prima e unica volta che ci
siamo visti; la lite grave con Anna è storia di un paio di mesi prima e
così penso che sia il momento buono per ricontattarla. Stavolta ci sta
(no, anzi, è meglio dire che accetta). Ceniamo al ristorante mentre
fuori si abbatte una grandinata epica (la InterMobile III ne esce
miracolosamente indenne!). Prima di rientrare facciamo un giro per il
centro storico di un paese vicino, dopo di che la riaccompagno a casa.
Anche stavolta niente foto, e anche stavolta ci lasciamo col proposito
di rivederci.
Due giorni dopo mi messaggia, le telefono.
"Allora sabato andiamo a quella trattoria di cui ti avevo parlato?"
"Sì, dài, nei prossimi giorni ti comunicherò un indirizzo e-mail a cui inviarmi la cartina per arrivare".

Per qualche giorno tutto tace, poi finalmente riesco a chiamarla: "No, guarda, ci ho pensato bene. Non sono pronta per iniziare una storia".
Di
nuovo? Ma come si fa a parlare di "storia" quando si sta ancora
organizzando la terza uscita? Stavamo solo cercando di conoscerci, poi
magari ci saremmo cavati gli occhi. O magari avremmo scoperto di essere
fatti l’uno per l’altra. Perchè negarsi la possibilità di scoprirlo?
Gliel’avevo scritto anche nella lettera che le avevo spedito a casa.

Da
più di un anno non ci vediamo, ma siamo rimasti in contatto per motivi
"di lavoro" e visto che, professionalmente parlando, mi ha reso un gran
servizio, qualche giorno fa ho approfittato del suo compleanno per
invitarla a cena a mo’ di ringraziamento per avermi aiutato.
"Grazie,
ma il fatto è che sto frequentando un ragazzo piuttosto geloso. Da
quando stiamo insieme lui evita di uscire con le sue amiche, e capirai
che non posso essere io a predicare bene e razzolare male
".

Fine
delle mie speranze? Forse sì, ma dalla piega che ha preso
successivamente il discorso mi è sembrato di capire che lei mi vedrebbe
volentieri. Può anche darsi che sia solo l’illusione di uno che non si
rassegna all’idea di aver perso l’ennesimo treno, ma quel "Perchè non passi più da qui come prima? Dài, quando ti càpita dimmelo ché se posso ci incontriamo"
mi ha aperto uno spiraglio, anche perchè dice che sta "studiando il suo
ragazzo" e col caratterino e la mentalità contorta che si ritrova non
ci sarebbe da stupirsi.
E’ una ragazza dalla personalità decisamente
affascinante, con la quale vorrei giocarmi un’altra possibilità. Vorrei
farle capire che se, nonostante i contatti decisamente sporadici, ho
fatto di tutto per non perderla di vista è perchè la ritengo una
persona interessante, stimolante, fuori dal comune.
Se davvero le ho
lasciato qualcosa dentro (foss’anche la semplice curiosità di scoprire
a fondo il mio carattere), un discorso di questo tipo potrebbe farle
piacere e aprire nuovi scenari. Viceversa esiste la possibilità di un
allontanamento definitivo.

Quando ho detto a Anna che l’amavo ha cominciato a defilarsi.
Quando
le ho dato il tempo di smaltire lo choc per la fine della sua relazione
dopo 4 anni, l’ho persa definitivamente perchè mentre io aspettavo lei
si è ri-fidanzata.

Le donne non le capisco davvero, ma io devo
prendere una decisione: agire o restare in attesa degli eventi e magari
di qualche segnale?

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