DALLE STELLE ALLE STALLE

(27/11/2008, ore 20:34)

Il
fine settimana era iniziato con la vittoria nell’(ex) Derby d’Italia contro la
Juventus: gol di Muntari al 72° minuto, 1-0, bianconeri spediti a –6, e per
quel gobbo schifoso alloggiato al 3° anello rosso (se ha avuto le palle per
venire) sono cominciate le pene dell’inferno.
Neanche
ventiquattr’ore più tardi sono tornato al “Brianteo” un mese e mezzo dopo la
mia ultima apparizione. Giusto in tempo per assistere alla riscossa del Monza,
giustiziere del Padova col minimo scarto grazie ad una rete del solito Omar
Torri. Memorabile la scena avvenuta a 5 minuti dalla fine della ripresa: i
veneti pareggiano e il loro portiere si volta verso la nostra Curva
rivolgendosi ai tifosi con gesti provocatori. Senonchè, dando le spalle al
campo, non si accorge che il gol viene annullato per fallo di mano, e così il
povero sfigato si becca i meritati fischi e insulti da lì al termine della
gara.
In
serata ero già in macchina diretto a Viareggio, e ho ascoltato alla radio la
cronaca di Torino-Milan, coi rossoneri bloccati sul 2-2 che vedono aumentare il
loro distacco dall’Inter capolista.
Stavo
viaggiando con una ballerina ventunenne seduta al mio fianco. In auto con Pigi
ce n’era un’altra di due anni più giovane. Mi aspettavano due giorni al mare in
loro compagnia. Il giorno dopo non dovevo andare in ufficio, ma potevo lavorare
tranquillamente al mio nascente libro “Il cuore del Capitano”, in attesa della
sera allorquando avrei assistito alla messa in scena dello spettacolo
realizzato dal mio amico regista. Sembrava tutto perfetto, e invece…

All’arrivo
nella cittadina toscana vengo accolto da una temperatura gelida e una pioggia
insistente; niente a che fare col tepore di appena una settimana prima. Non
solo, ma pur essendo mezzanotte passata, anziché schiacciarci sotto le coperte,
ci incontriamo con alcuni amici del posto per andare a bere qualcosa. Il tempo
passa, il sonno aumenta, e le ragazze mi dimenticano completamente
familiarizzando con gli indigeni.
Vado
a letto alle 3, e mi risveglio quattro ore dopo per calcolare il fantacalcio,
ma scopro che il computer dell’albergo è inaccessibile perché protetto da
password. Passa un’ora prima che riesca nel mio intento, lavorando su un altro
apparecchio. E meno male che almeno ho vinto!
Torno
a letto e mi alzo alle 10:30, sfasatissimo come se venissi da un altro
emisfero. La mattinata trascorre velocemente girando per i mercatini alla
ricerca dei costumi di scena per le protagoniste; poi nel pomeriggio, dopo non
più di venti minuti dedicati a quello che era il mio vero scopo per il weekend
(il libro!), è la volta delle prove, del montaggio delle scene, ecc. Marcello
Lippi abita a poche centinaia di metri, ma è tutto il giorno che non si fa
vedere.
La
rappresentazione termina alle 23:15, e mi attendono almeno tre ore di
autostrada per tornare a casa. La macchina è stracarica di pezzi di
scenografia. Sarei ingeneroso a lamentarmi perché Pigi mi sta offrendo la
grande opportunità di essere co-autore della sua opera, e mi ospita
completamente gratis in un albergo con vista sul mare, ma sta di fatto che vado
a letto alle 4, senza che il libro sia praticamente andato avanti. E domani si
lavora.

Già,
si lavora… che palle!!!
Se
c’è una cosa che odio sono gli appuntamenti coi clienti, e naturalmente martedì
pomeriggio me n’è stato fissato uno. Anche se ho goduto di un weekend lungo,
quattro sole ore di sonno fanno sì che sia in coma profondo, ma vabbè, la
giornata passa. Il peggio, però, deve ancora arrivare: mercoledì 26/11/2008… Si
comincia con la “splendida” notizia che i primi 3 giorni della settimana
successiva sarò impegnato a tempo pieno da un cliente lontano da casa a
svolgere un lavoro che NON SO FARE. Cerco di non pensarci, dopo tutto è inutile
fasciarsi la testa prima di rompersela, e fra poco c’è Inter-Panathinaikos,
quinta giornata del girone B di Champions League. Se vinciamo siamo
matematicamente qualificati al primo posto. Invece perdiamo giocando male,
tirando pochissimo in porta, e restituendo il pallone agli avversari a pochi
minuti dalla fine, proprio mentre nel loro settore viene esposto uno striscione
in italiano: “Nerone bruciò Roma? Noi bruceremo Milano”. Io vorrei tanto sapere
che senso ha usare il fair-play nei confronti di chi ti batte sul tuo campo e
ti sbeffeggia a casa tua, minacciando la città che rappresenti… ma calci in culo,
altroché! Siamo proprio una squadra senza palle, e di certo non mi consola
sapere che abbiamo comunque passato il turno grazie al pareggio del Werder
Brema in quel di Cipro.


Nel
frattempo continuo a non avere alcun rapporto con Anna23, e la messa in pratica
del mio piano per riconquistare la sua stima rischia di slittare a data da
destinarsi. Fiorellino, aspettami! Non dimenticarmi!

Domenica pomeriggio al “Meazza”, la Beneamata sarà impegnata contro il Napoli.
Ragazzi, VINCETE! Fatelo per me, non fatemi passare tre giorni chiuso in un
ufficio di Trezzo sull’Adda col peso dell’insuccesso nel cuore.



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